GALPA Toscana ha partecipato al seminario organizzato dalla rete europea dei gruppi della pesca (FAMENET) sul tema dell’innovazione e cooperazione nella CLLD che si è tenuto a Parnu in Estonia dal 2 al 4 giugno 2026.
Il seminario CLLD ha riunito circa 150 rappresentanti dei Gruppi di Azione Locale della Pesca (FLAG/GALPA) dei diversi stati membri, autorità nazionali di gestione e reti nazionali nonché rappresentanti della Commissione europea (DG MARE, DG AGRI e DG REGIO), con la partecipazione di 7 referenti per l’Italia. L’evento si è concentrato sull’importanza di promuovere l’innovazione nei progetti, la cooperazione tra i gruppi per lo scambio di esperienze e il nuovo quadro finanziario europeo per il periodo 2028-2034, offrendo strumenti e idee concrete per affrontare le sfide future del settore.



In occasione del seminario è stata organizzata una visita a progetti sostenuti dal gruppo ospitante locale sull’isola di Kihnu – riconosciuta per la centralità del ruolo femminile nella comunità e per la conservazione delle proprie tradizioni, usanze e patrimonio culturale – dove sono stati visitati, tra gli altri, interventi di miglioramento portuale e un museo dedicato alla valorizzazione del patrimonio locale e dei prodotti tipici.
In plenaria sono state presentate iniziative di cooperazione tra comuni marittimi con caratteristiche simili per rafforzare l’idea di un turismo blu integrato, sono state illustrate esperienze innovative, tra cui l’Iceland Ocean Cluster e infine sono stati restituiti i risultati dei gruppi di lavoro, con la condivisione delle principali lezioni apprese.



In relazione al futuro periodo di programmazione, i gruppi europei hanno mostrato unità d’azione concordando un manifesto europeo comune a difesa della strategia di sviluppo locale di tipo partecipativo (CLLD) nella pesca e nell’acquacoltura. Nel documento si chiede alle istituzioni europee e nazionali di prevedere risorse finanziarie sufficienti per sostenere gli investimenti dei promotori e di garantire che lo sviluppo locale della pesca e dell’acquacoltura continui a operare con autonomia, senza sovrapposizioni obbligatorie con lo sviluppo locale delle aree rurali, poiché i le due aree presentano esigenze e priorità differenti.





